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martedì 8 febbraio 2011 11.15.06

Dopo Ronnie James Dio un altro grande vecchio del Rock ci ha lasciati: Gary Moore. Scriviamo di lui perché rispetto a Ronnie ha avuto meno gloria, è stato uno dei chitarristi più sottovalutati della storia del Rock e di lui, probabilmente, se ne occuperanno in pochi.
 
Irlandese, nato a Belfast nel 1952, Gary inizia ad amare la chitarra negli anni '60, grazie alla scoperta del Rock Blues di Eric Clapton, al virtuosismo di Hendrix ma soprattutto ascoltando il grande Peter Green dei Fleetwood Mac (da cui Moore, anni dopo, acquisterà una Gibson Les Paul Standard del 1959, che diventerà per lui strumento primario).
 
All’inizio dei ’70 si trasferisce a Dublino ed entra negli Skid Row. Con questo gruppo resta solo due anni uscendone dopo la pubblicazione del non esaltante “34 Hours” nel 1972. Moore forma quindi la Gary Moore Band. Un trio che si scioglie nel 1973 dopo un anonimo Album di debutto: “Grinding Stone”. Gary a questo punto ritrova l'ex cantante degli Skid Row (Phil Lynott) che lo invita a suonare con i Thin Lizzy nell’Album “Night Life” uscito nel 1974.  Dopo questa e altre parentesi, il nostro guitarist si unisce al gruppo Prog dei Colosseum II con cui inciderà tre album a partire dal discreto “Strange New Flash” del 1976. Anche questa nuova esperienza si chiuderà comunque nel 1977 senza infamia e senza lode. Nel 1978, Moore registra per altri artisti tra cui Andrew Lloyd Webber e Gary Boyle. Altre collaborazioni che non lasceranno alcun segno.
 
Il secondo album da solista di Moore esce nel 1979. Si tratta di “Back in the Streets” che, pur non essendo un grande Disco, regala a Gary il primo ingresso nella top ten inglese. 
 
Sempre nel 1979, Moore rientra nei Thin Lizzy e, finalmente, lo troviamo protagonista dell’ottimo “Black Rose”.  E’ con quest’Album che arriva il primo successo commerciale degno di nota ed è qui che possiamo apprezzare le eccezionali doti di Moore alla chitarra. Nonostante ciò, Gary molla la band un’altra volta, a causa di differenti vedute con Lynott, emerse durante un tour negli Stati Uniti.
 
Moore torna così a collaborazioni di basso livello come quella con il batterista Cozy Powell (Over The Top) o a nuovi progetti solistici di poco spessore come “G Force” del 1980. Stessa storia agli inizi degli ’80, ove collabora al pessimo “Manoeuvres” di Greg Lake (Emerson, Lake & Palmer).
 
Tuttavia è proprio in questi primi ’80 che Gary, svoltando decisamente sull’Heavy Metal, e pubblicando il discreto “Corridors of Power” nel 1982 e l’ottimo “Victims of the Future” nel 1983. Seguiranno, sempre nel corso degli ’80, l’ottimo Live “We Want Moore!” e il discreto “Run for Cover” del 1985. Tra le pagine meno brillanti del decennio includiamo invece: "Dirty Fingers" e "After the War" del 1989.
 
Gli anni ’90 si aprono con un ritorno alle radici blues, grazie al bellissimo “Still Got The Blues” impreziosito dalla presenza e dai duetti con gente del calibro di Albert Collins e Albert King.
 


Stesso impatto ritroviamo in “After Hours” del 1992. Meno apprezzabile viceversa “Blues Alive” dell’anno dopo.
 
Nel 1994, con il pessimo “Around the Next Dream”, nasce e muore il progetto del supergruppo BBM con la sezione ritmica dei Cream (Jack Bruce al basso e Ginger Baker alla batteria). Non vanno meglio le cose con i successivi “Blues for Greeny” (tributo a Peter Green) e “A Different Beat” che chiude gli anni ’90.
 
Il nuovo secolo si apre con l’ennesimo ritorno al Blues ma, purtroppo con pessimi esiti: “Back to the Blues” del 2001.
 
Negli anni successivi abbiamo assistito alla pubblicazione di varie antologie, sia sul periodo Metal sia su quello marcatamente Blues. Quindi all’uscita del duro “Scars” in collaborazione con Darrin Mooney (batterista dei Primal Fear) e Cass Lewis (bassista Skunk Anansie), ai discreti “Live at Monsters of Rock” e “Power of the Blues” e al poco spettacolare “Old New Ballads Blues” del 2006. Decisamente meglio, ma senza particolari sussulti, quanto ascoltabile in “Close as You Get” del 2007 e nel canto del cigno “Bad for You Baby” del 2008.
 
La storia termina qui e questo è il nostro piccolo tributo alla memoria di un grande guitar hero. Rest in peace.
 
Good Vibrations!
 
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MusicaIndelebile.com

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6 commenti...

Re: Gary Moore Tribute

Sono tristissimo.. Mi ha fatto lievitare nella mia stanza con le sue note tirate all infinito... Un chitarrista che mi ha emozionato per anni, soprattutto quando si e' avvicinato al blues. Imperdibile il suo concerto testimoniato dal dvd "Live Blues" insieme all altro "Live a Montreaux" del 1990. Ti ho voluto davvero bene.. Continuerai a vivere tra i magici solchi dei tuoi dischi. Addio Gary...

Da neroblu232 a   mercoledì 9 febbraio 2011 9.38.19

Re: Gary Moore Tribute

Talento enorme. In grado di eseguire fraseggi jazz, articolati riffs blues o assoli tiratissimi Metal allo stesso modo. del resto parliamo di uno che ha iniziato a suonare all'età di otto anni...... che da adolescente "replicava" senza problemi gente come John Mayall e che con gli Skid row apriva i concerti negli states della Allman Brothers Band !! Anche in ambito Blues, Afterhours o Bad For You Baby.... ottimi album. Ricordo come fosse ieri il primo ascolto del Live At The Marquee prestatomi da un amico... folgorante. mi fermo qui, sono un po' commosso. Grazie di tutto Gary.

Da Spybat a   giovedì 10 febbraio 2011 10.04.03

Re: Gary Moore Tribute

Mi ha sempre colpito la sua capacità di passare senza problemi dal metal al blues. l'ho amato con i Lizzy sin dal mitico Black Rose e tutto sommato anche l'album come BBM a me non era dispiaciuto. Scars mi aveva piacevolmente sorpreso, un hard rock feroce davvero inaspettato. tecnicamente, uno dei migliori chitarristi di sempre.

Da Metallo Pesante a   giovedì 10 febbraio 2011 10.05.05

GRAZIE GARY!

@ neroblu232 / @ Spybat - commenti davvero toccanti. Mi associo ai vostri sentimenti.

@ Metallo Pesante - tecnicamente, concordo.

Grazie e Good Vibrations!

WebMaster
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Da Musica Indelebile Team a   giovedì 10 febbraio 2011 11.49.17

Re: Gary Moore Tribute

uno dei miei preferiti insieme a Malmsteen. RIP Gary

Da Natan a   mercoledì 23 febbraio 2011 19.23.47

Re: Gary Moore Tribute

sapete perchè era sottovalutato? Perchè la gente non capisce un caxxo !! gary è stato il piu' grande insieme a jimi e a satriani

Lord of the strings

Da Franco a   lunedì 7 gennaio 2013 11.59.11

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